Non quell'almo liquor, onde Giunone
si lavò per più bella e gioven farsi,
che per cibo soave ai Dei suol darsi
e per eterne far poche persone,
non quant'acqua a portar suole Orïone
quando 'l veggiam più di tempeste armarsi,
né quanti fiumi van per terra sparsi,
a cui 'l padre Ocean termino pone,
con tutto il mel che fa Ibla e Imeto,
per cui Sicilia si dà vanto e Atene,
né tutti i fonti, ch'a dir lascio in drieto,
smorzar il foco od addolcir mie pene
potrian giamai, come faria il Sebeto,
che di sua rimembranza mi mantiene.