Ecco che s'avicina il giorno estremo,
lasso, de l'empia e dura dipartita
et è ben presso il fin de la mia vita,
a cui pensando inanzi tempo tremo.
Occhi miei lassi, perch'io forte temo
che vostra gioia fia tosto fornita,
godete intorno a la beltà infinita,
mentre il vostro poter non è in voi scemo.
E siate tanto nel mirar accorti,
che per soverchie voglie, in sua presenza
viver credendo, non restiate morti.
Ma non potendo aver tal sofferenza,
prendete, mentre durano, i conforti,
ch'assai meglio è 'l morir, che 'l viver senza.