Quel continuo timor, quel rio sospetto,
che dal volgo vien detto gelosia,
nasce da non poter mai compagnia
soffrir l'amante ne l'amato obietto.
E perché questo è naturale affetto,
io, che più v'amo che la vita mia,
o che vicino o che lontan vi sia,
di sollecita tema ho colmo il petto.
Et odio chi vi parla e chi vi mira
e chi vi ride e chi vi sta da presso,
o chi talor dinanzi a voi sospira.
Al fin del sol pavento e credo spesso
ch' ei, sdegnando 'l bel lauro in cui respira,
voi ami e ciò fora 'l mio danno espresso.