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1389–1464

I

Cosimo de' Medici

Fia prima arato e seminato il mare e per montagne e per la piana terra e pesci si vedranno a passi andare prima ch'io scioglier possa chi mi serra:

quest'è d'atar la tua gentil figura, la qual dà a Lombardia o pace o guerra. E prima muterà il corso suo natura che io non t'ami con fervente zelo,

con arte, 'ngegno, ordine e missura. E fia volto sozzopra e terra e cielo e com'un foco sarà caldo il verno e la state sarà frigido gelo,

e pien di gioia e gloria fia lo 'nferno, e di tempesta e pianti e alte grida sarà ripieno il paradiso etterno, il prodigo verrà un avar Mida

ed Alesandro fia come colui che per miseria di sé non si fida, e tutti i monti chiar torneran bui prima ch'io possi mai lasciar d'atarti

o ch'io prometta mai d'atare altrui. Le tenebre saran per tutte parti chiare di luce, e sarà scuro il sole e spenti fian e l'ingegni e l'arti;

e gli uomini saran delle parole privi, di sentimento e intelletto, e le fiere terran di senno scole; e nelle belle zambre e ne' be' letti

abiteran le bestie e li serpenti, e' boschi fian degli uomini ricetti; e spenti fiano tutti gli elementi, fia pien la terra di stelle gioconde;

pel ciel germineranno le sementi; e privo sarà il mar di pesci e onde, e' venti non andran per l'aria pura; sarà la state sanza foglie o fronde;

e tutt'i fiumi correranno in sùe, e l'uom viziato fia tenuto pigro e 'l pigro fia tenuto ampia virtùe; e fia nel bosco umil l'orso e 'l tigro,

benigno e grazioso il leo e 'l drago, la notte sarà bianca e 'l giorno negro; e 'l porco fia di star pulito vago, i candidi ermellin, puliti e belli,

saran contenti quando fian nel brago; e i lupi iniqui, micidiali e felli per selve, valle, boschi, monti e piani fian divorati da' semprici agnelli;

lepre, conigli, cervetti silvani fiano in guinzaglio per tutti li stuoli, per costrignere a morte i fieri cani; e' carderugi e li belli ussignuoli

daranno grande noia e grande impaccio all'aquile e falcon con pene e duoli; e sarà il fuoco più freddo che ghiaccio e a rovescio andrà prima ogni cosa

che io non ami continovo e sempre Francesco Sforza sopra ogni altra cosa.

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