S'io ismagato sono ed infralito non ve ne fate, genti, maraviglia; ma miracol vi sembri solamente com'io non son già de la mente uscito:
in tal maniera la morte mi piglia ed assalisce subitanamente, che l'alma non consente per nulla guisa di voler morire;
ma 'l corpo mio per pena disentire la chiede quanto può senza dimora. Di ciò, lasso, ad ogn'ora crescere sento fra me stesso guerra,
però che non diserra la Morte di voler ch'i' testé mora. Così m'avien per non veder l'augella di cui non ebbi, gran tempo è, novella.
Quando l'anima mia e 'l corpo e 'l core guerreggiano insieme per la morte, che qual l'adasta e qual pur la disia, sovra me sento venire un tremore,
che per le membra distende sì forte ch'io non saccio in qual parte mi sia; ma allor la donna mia per mia salute ricorro a vedere,
la cui ombra giuliva fa sparere ogni fantasma che addosso mi greva; d'ogni gravor m'alleva lo suo gentile aspetto vertudioso,
che mi fa star gioioso; però, membrando ciò, testé m'aggreva ch'aver non posso tuttor tal conforto; dunque sarebbe me' ch'io fosse morto.
Di morir tengo, col corpo mio, parte; ché non avrei se non minor tormento, ch'i' aggia stando sanza veder lei. Deh, travagliar mi potess'io per arte
e gire a lei per contar ciò ch'io sento o per vederla, ch'altro non vorrei! Piangendo le direi: «Donna, venuto son per veder voi;
ch'altro che pena non senti', da poi ch'io non vidi la vostra alma figura. Menato m'ha ventura a veder voi cui mia vita richiede:
certo, in me si vede pietà visibil, se porrete cura ciò che vi mostra 'l mio smagato viso, che mostra fuor come Amor m'ha conquiso».
Quando io penso a mia leggera vita che per veder madonna si mantene, cagione él dà per che io sto gravoso; lo gaio tempo di presente invita
per la fresca verzura a gioia e bene chi si sente aver core disioso; ciascheduno amoroso va per veder quella donna che ama:
e ciò vedendo, l'alma mia s'inflama tanto ch'ella non puote star in pace; col cor lamento face, e dice: «Lassa! che sarà di meve?».
Lo core dice: «Fie tua vita greve, secondamente ch'al nostro amor piace». Volesse Dio ch'avante ch'io morisse, la vedess'io, che consolato gisse!
Da parte di Pietà, prego ciascuno che la mia pena e 'l mio tormento aude, che preghi Dio che mi faccia finire; ché di morir ne lo stato ov'io sono,
mi conterei in gran pregio ed in laude, poi ch'io morrei sol per Amor servire. Di me poria dire ch'io fui d'Amor fin da giovane etate;
e stando sol nella sua potestate, per non veder mia donna morto fosse: e come Amor m'addosse direi a quei che sono innamorati,
d'esta vita passati, laudando 'l gran piacer ch'amor mi mosse, e credereimi solamente fare ogn'anima di ciò maravigliare.
Cookies on Poetry Cove