Chi a falsi sembianti il cor arisca,
credendo esser amato, e s'innamora,
tanto diletto non sente in quell'ora,
ch'apresso più di pena non languisca,
quando per lume di vertà chiarisca
ch'el non è dentro quel che par di fòra;
e se di ciò seguir più si rancora,
conven che finalmente ne perisca.
Onde non chiamo già donna, ma morte,
quella ch'altrui per servitor accoglie
e poi gabbando e sdegnando l'uccide,
a poco a poco la vita gli toglie,
e quanto più tormenta più ne ride:
caduta vegg'eo lei in simil sorte.