Skip to content
1270–1336

164

Cino da Pistoia

Su per la costa, Amor, de l'alto monte, drieto a lo stil del nostro ragionare or chi potrà montare, poi che son rotte l'ale d'ogni ingegno?

I' penso ch'egli è secca quella fonte, ne la cui acqua si potea specchiare ciascun del suo errare, se ben volèn guardar nel dritto segno.

Ah vero Dio, ch'a perdonar benegno sei a ciascun che col pentir si colca, quest'anima bivolca, sempre stata d'amor coltivatrice,

ricovera nel grembo di Beatrice. Qual oggimai dagli amorosi dubî sarà a' nostri intelletti secur passo, poi che caduto, ahi lasso,

è 'l ponte ov'e' passava i peregrini? Nol veggendo di sotto da le nubi, del suo aspetto si copre ognun basso, sì come 'l duro sasso

si copre d'erba e talora di spini. Ah dolce lingua, che con tuoi latini facéi contento ciascun che t'udia, quanto doler si dia

ciascun che verso Amor la mente ha volta, poi che Fortuna del mondo t'ha tolta! Canzone mia, a la nuda Firenza oggima' di speranza, te n'andrai.

Dì che ben pò trar guai, ch'omai ha ben di lungi al becco l'erba. Ecco, la profezia che ciò sentenza or è compiuta, Firenza, e tu 'l sai:

se tu conoscerai, il tuo gran danno piangi che t'acerba; e quella savia Ravenna che serba il tuo tesoro, allegra se ne goda,

ch'è degna per gran loda. Così volesse Iddio che per vendetta fosse deserta l'iniqua tua setta!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
164 · Cino da Pistoia · Poetry Cove