Skip to content
1270–1336

160

Cino da Pistoia

Merzé di quel signor ch'è dentro a meve, nessun non d¢tto che favelli 'n rima, e che ciò possa dir meo core stima, poi, quando 'l sente, l'uomo intender deve

ch'i' son quel sol che sua vertù riceve, faccio ed acconcio tutto con sua lima, ed ogni motto con lui movo, prima ch'i' 'l porga fra le genti chiaro e breve.

Dunque di cui dottar degg'io parlando d'Amor? che dal suo spirito procede, che parla in me, ciò ch'io dico rimando. Non temo lingua ch'adastando fiede;

ché l'uom che per invidia va biasmando sempre dice 'l contraro a quel che crede.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
160 · Cino da Pistoia · Poetry Cove