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1270–1336

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Cino da Pistoia

Io son colui che spesso m'inginocchio, pregando Amor che d'ogni mal mi targa: e' mi risponde come quel da Barga, e voi, messer, lo mi gittate in occhio.

E veggiovi goder come 'l monocchio, che li altri del maggior difetto varga; tale che muta, in peggio non si starga, con' fece del signor suo lo ranocchio.

In figura vi parlo, ed in sembiante siete dell'animale che si lorda: ben è talvolta far l'orecchia sorda; e non crediate che 'l tambur mi storda,

ché sì credeste a chi li amici scorda; chi mostra 'l vero intendo, e so'gli amante.

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136 · Cino da Pistoia · Poetry Cove