Lo fino Amor cortese, ch'ammaestra
d'umil soffrenza ogni suo dritto servo,
mi mena con la sua dolce man destra,
sì che lo suo voler tutto conservo.
Ma, per servire a lui, quella diservo
che sue moschette nel cor mi balestra,
la qual, poi che d'amar lei non disnervo,
m'è cara sol di stare a la finestra,
perch'io di lei veder non mi rallegri,
anzi perda 'l disio che mi notrica,
e poi del tutto Amor per lei disdica.
Ma questa prova l'alta mia nemica
pur perderà, sì sono in essa intègri
li miei pensieri, a mal grado de' Negri.