Alto e divino Re, che ne' profondi
abissi scorgi, e con l'eterna luce
fai gli angeli contenti, in cui riluce
quel bel ch'a gli occhi loro apri e diffondi;
Tu la santa ragion ne l'alma infondi,
per cui Natura eterna ognor produce
sì vaghi aspetti, e nel suo fin riduce
quel sempiterno oprar che ci nascondi;
e da sì bassi essempî l'alma invogli
a levarsi al suo dritto, alto camino
perché del suo terren tutta si spogli,
e, vestita d'eterno e pellegrino,
in quel felice Regno si raccogli,
che sol è intelligibile e divino.