Più chiaro, ed alto, e fortunato Sole
guid'or la mente mia dinanzi a Dio
di quel che il vulgo cieco e 'l mondo rio
crede, Signor, quant'ella alzar si puole.
Ivi contempla il bel ch'adora e còle
l'anima eterna ognora, e 'l van desio
di ch'arsi un tempo or l'ha posto in oblio,
e del suo vaneggiar s'attrista e duole;
e perché quel che tutto il mondo gira,
sol con un cenno or l'alto mio Destino
frena e rivolge a più felice corso,
di Saturno il velen, di Marte l'ira,
non cura omai, ché Giove altro camino
prende, e Mercurio a l'orizzonte è corso.