Alto Signor, che da stellanti giri
cinto d'eterna, incomprensibil luce,
nel divin specchio ov'ogni ben riluce,
contemplando Te stesso, il tutto miri,
s'ovunque gli occhi della mente giri
quivi l'essenzia tua vera s'adduce,
risguarda, prego, il centro ove m'induce
la noiosa cagion de' miei martiri;
e meco sia nel gran contrasto e forte,
al qual mi sfida il mi' avversario interno,
ond'io temo portarne oltraggio e danno.
Miserere di me, ché la mia morte
veggio esser presso se il tuo aiuto eterno,
come suol, non provede al grande affanno.