Or che dalle più illustre e più pregiate
tempie cinte di lauro, ond'altri porte
adorno il capo, al mio bel nome in sorte
corone è tôcco aver di gloria ornate,
non più di Leti le fosch'onde irate
teme, o del Tempo le furtive e corte
ore, o raggiri l'increspate e torte
chiome Fortuna, o Morte il ferro squate.
Ond'or che vaga luce e risplendente
chiara mi rende l'alma, e 'l folle e cieco
drizza all'eterna vita e spiritale
creder può che con brama ognor più ardente
sia per unirmi all'alta impresa seco,
con desio almen, se non con forze eguali.