Quanto d'amaro ha mai portato a canto
Fortuna, oggi al mio bene aspra e molesta,
m'ha dato, e fatta lagrimosa e mesta,
è la cetera mia rivolta in pianto.
Occhi miei lassi, or quel bel lume santo
che da pigro e mortal sonno vi desta,
più non vedrete, e notte atra e funesta
fia de' be' giorni vostri oscuro manto.
Che farem dunque, se non sempre a terra
pien di lagrime star dolenti e chini,
con dolor rimembrando il tempo lieto?
Deh, perché Morte innanzi non diserra
a noi lo spirto, che sian piu vicini
i nemici crudel che ci fan guerra?