S'uguale avessi al gran dolore il pianto,
o stil conforme a quel ch'in me si serra,
fida Cangenna mia, fra tanta guerra,
movre' a pietade Aletto e Radamanto.
Ahi del mondo ingiustizia ardita, quanto
le degne imprese altrui subito atterra!
Oggi Fortuna a noi tutto diserra
quanto d'amaro ha mai portato a canto.
Or dell'ardente suo furore il nostro
nemico traditor trïonfa e gode,
qual fea Neron ne l'alta arsion di Roma.
Ma se di così ardente e crudel Mostro
la giust'ira di Dio l'ardir non doma,
che direm noi? Ch'ei pur lo vede ed ode.