Speme del sommo Ben, che 'l dolce e chiaro
fonte del mio gioir cresci ed inondi,
l'erbe m'infiori e gli arboscei m'infrondi,
e purghi ogni mio dolce almo d'amaro,
sali innanzi al gran Sol, mai non avaro
de' suoi raggi beati al cor profondi,
ed ergi ivi il pensier, che non affondi
il nettar dolce, prezïoso, e caro.
Ivi canta 'l bel foco, ove 'l mio ghiaccio
fia trasformato, entro nell'alma assiso,
e lieta ogn'ombra ne discaccia e 'l gelo,
tanto ch'io possa alla sua grazia in braccio,
altera stella, sovr'alzarmi al Cielo,
e quasi angel volar nel Paradiso.