Vivo mio foco, ond'io solea aver vita,
qual arbor verde o fior da sua radice,
dolce de' miei pensier ora beatrice,
chi mi darà, fra tanta doglia, aita?
Lassa, da me s'è l'anima partita,
né morir posso, né di viver lice,
e grido e piango: – Ahi misera infelice,
la tua gioia amorosa ove n'è gita?
Ove son le speranze indi raccolte? –
Son, ohimè, morte, e null'altro che pianto
mi veggio a fronte e quel ch'io men vorrei.
Le dolci rime in lagrime son volte,
che verso sopra il negro e tristo manto;
o congiurati incontra, uomini e dei!