Oppressi d'alto e grave sonno i sensi,
l'anima sciolta dal servigio loro,
vaga del proprio obbietto, al sommo coro
volando ascese, ov'il suo fin contiensi.
Quivi giunta, trovò spiriti immensi
davanti stare al sacro, santo Foro
per impetrar quel suo caro lavoro,
ch'assai lassù, più che qua giù conviensi.
Ond'a' lor giusti preghi il gran Motore
si volse, e quella ch'a nessun perdona
fe' ch'al bel spirto vostro aperse il velo:
cui, cinto d'un mirabile splendore,
poco dipoi, fra gli angeli in corona,
alto lo vidi ritornarsi in Cielo.