Se a voi tropp'alta e glorïosa appare
la vera laude, ch'io v'appendo e sacro,
vivo mio chiaro, ardente simolacro
degno di lode assai più belle e rare,
a me par il contrario, e che dispare
vada d'assai lo stil mio rozzo ed acro
da' vostri merti, ond'io v'ergo e consacro
quant'affetto d'onore il cor può dare.
E temo che col tempo il mondo dica,
udendo la virtù vostra immortale
e 'l mio fioco cantare in basso stile:
– Quest'ardio troppo a tanta alta fatica
alzar la mente, e gir con deboli ale
a sì divino oggetto e sì gentile –.