– Chiara, felice e fortunata tomba, –
diran le genti, – avventurosi marmi –,
veggendov' intagliati i sacri carmi
di voi, sì eccelsa e glorïosa tromba;
e perché in alto, a guisa di colomba,
dal vostro ornato stil vedranno alzarmi
e prender contr'a Morte e 'l Tempo l'armi
pel nome mio ch'assai poco rimbomba,
diran (quasi d'invidia ancora ardendo):
– Questi di lei cotanto alto parlando,
scemò la gloria de' più rari ingegni –
Così, con le vostr'ali al Ciel poggiando,
morta andrò dove viva i' non mi estendo,
fra i più chiari, immortal, graditi segni.