Più che mai belle ed onorate fronde
fann'ombra eterna al fonte dolce e chiaro,
né 'l può turbar vil piede, empio od amaro
velen, che spiri ov'ei sorge o s'asconde;
l'aura soave più che mai quell'onde
muove al cantar de le sue Ninfe a paro,
nutrendo l'arbor suo felice e raro
tal che l'invide spine altrui confonde.
Ivi gli spirti angelici concenti
movon fra l'erbe accanto le bell'acque
alti e be' passi ognor dal camin torto,
né potran mai vil nebbie o fieri venti
spegner la luce che tant'alta nacque,
così mi scorga e torni al divin porto.