Mentre la nave mia colma d'oblio
solcando andava in questo mar di pianto
e stava a udir delle Sirene il canto,
scôrta dal vago suo cieco desio,
Tu solo, immenso, alto, e pietoso Iddio,
dal Ciel mandasti il tuo bel lume santo,
che sgombrò dalle nebbie oscure il manto
onde me non vedeva e 'l fallir mio.
Grazie dunque ti rendo, ed infiniti
preghi ti porgo, che 'l mio stanco legno
con la sant'aura tua conduchi al porto.
Fa' che stian sempre i miei pensieri uniti
a Te solo, e 'l mio cor, l'opra, e l'ingegno,
sì che non resti al fin dall'onde assorto.