Poiché fra l'onde irate e fra li scogli
veggio trônco il mio legno, arbore, e sarte,
sotto venti contrarî, e in ogni parte
mostrar Fortuna i suo' sfrenati orgogli;
poiché conviene al fin pur ch'io mi spogli
d'ogni mia cara merce a parte a parte,
né mi giovi 'l saper, l'ingegno, e l'arte,
per schivar tanti miei gravi cordogli;
poiché la stella mia qui del mio polo
più non riveggio, e sol di morte l'ombra
alla vista de gli occhi s'attraversa,
fuggi, Speme, da me, fallace, e sgombra
tosto da questo cor colmo di duolo,
con la vita già quasi in tutto persa.