L'intensa vostra pena e 'l mio dolore,
il tardar lungo e mia fallace speme,
e quel ch'a dire il cor più m'ange e preme,
maligne stelle mi mostraron fore,
pria che quell'infelici ed ultim'ore,
in ch'io sperai d'ogni mia gloria il seme,
fosser giunte, e 'l piacer con l'alma insieme
togliessero al desir ch'avea nel core;
né molto andò ch'io vidi il ver più espresso
ne' vostri inchiostri, e 'l duol che meco porto
e sempre avrò fin ch'io vi veda appresso.
Facci omai, Delia, il termine sia corto
del mio vano sperar, sì che con esso
la vostra luce i' mi ritragga in porto.