Tu dunque, figlio, sei morto, che solo
eri qui della mia vita conforto,
e del mio legno travagliato il porto,
e d'ogn'orrida mia tempesta il polo?
Ahi come presto al Cielo alzato a volo
ti sei, lasciando me per questo torto
camin, dov'or dubbiosa e stanca porto
questa mia vita fral carca di duolo.
Ma poiché cosi piacque al tuo Fattore,
pregal che tempri almeno il dolor mio,
che col pianger non turbi il tuo diletto;
e vien talor con filïale amore
a consolarmi, onde quest'aspro e rio
dolor volghi in più caro e santo affetto.