Spirti felici, che nel terzo giro
volgete il Ciel con sempiterna pace,
togliete omai con più benigna face
l'ardenti fiamme a l'alto mio desiro,
e da' be' raggi santi ond'io respiro,
virtù mandate interna e si vivace
che mirar possa il Sol che mi disface
oggi nel foco senz'alcun martiro.
Ma se dal proprio a più divino albergo
salendo, l'alma il nettar dolce e puro
gustasse, cibo de gli eterni Dei,
e per bearsi in quello, alzata a volo,
l'aura vital lasciasse e 'l vel oscuro,
fate indi eterni almen gli spirti miei.