Deh, perché tanto il mio divino Sole
tarda a scovrirmi le sue luci sante?
Perché le voci mie dogliose e tante
non ascolta, i sospiri e le parole?
O fortunato lui, che tanto vuole
soffrir la doglia, e star fermo e costante,
lontan da la più cara e fida amante
che veda il Ciel, dov'ei si volga e vole!
Torna a la Ninfa tua, torna il mio caro,
dolce Androgeo, ch'ognor ti chiama e spera
farti sentir de la sua gioia in seno;
omai t'aspetta a cantar seco a paro,
ne la sua vaga, eterna primavera
tra chiare fonti al dolce aere sereno.