Poi che con larghi rivi e un mar di pianto
fu da mill'occhi, per pietà, bagnata
la spoglia di quell'anima beata
del giovane gentile, amato tanto,
mille faci d'onor la Gloria accanto
accese, e dalle Muse accompagnata
fu alla tomba, di vel funebre ornata,
ove col pletro d'or mosser tal canto:
– Spirto gentil, che con sì dolci e chiare
voci cantasti i nostri eterni onori,
bevendo a l'acque di noi dolci e quete,
delle lagrime nostre, sempre amare,
bagnerem questi tuoi marmi di fuori –.
E ciò detto, restâr dolenti e chete.