Fera son io di quest'ombroso loco,
che vo con la saetta in mezzo il core,
fuggendo, lassa, il fin del mio dolore,
e cerco chi mi strugge a poco a poco;
e, com'augel che fra le penne il foco
si sent'appreso, ond'ei volando fore
del dolce nido suo, mentre l'ardore
fugge, con l'ali più raccende il foco,
tal io,fra queste frondi a l'aura estiva,
con l'ali del desio volando in alto,
cerco il foco fuggir, che meco porto.
Ma, quanto vado più di riva in riva
per fuggir il mio mal con fiero assalto
lunga morte procaccio al viver corto.