Quel soave d'Amor, che tanto piace,
è quasi un bel seren, che addietro mena
nebbia folta d'error, di doglia e pena,
quando più scalda in Ciel l'ardente face.
E quel ch'assembra in lui diletto e pace,
è qual piaggia di fiori e d'erbe piena,
ove il pie' del desio v'è giunto a pena,
che sente 'l morso del rio serpe audace.
Ed è quasi un tranquillo mar, che porta
con second'aura ben spalmata nave
contra scogli, Sirene, e ria procella;
ove che l'alma semplicetta assorta
resta, nel centro della terra grave,
fatt'a se stessa ed al suo ben ribella.