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1514–1604

3

Chiara Matraini Contarini

Quel soave d'Amor, che tanto piace, è quasi un bel seren, che addietro mena nebbia folta d'error, di doglia e pena, quando più scalda in Ciel l'ardente face.

E quel ch'assembra in lui diletto e pace, è qual piaggia di fiori e d'erbe piena, ove il pie' del desio v'è giunto a pena, che sente 'l morso del rio serpe audace.

Ed è quasi un tranquillo mar, che porta con second'aura ben spalmata nave contra scogli, Sirene, e ria procella; ove che l'alma semplicetta assorta

resta, nel centro della terra grave, fatt'a se stessa ed al suo ben ribella.

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