Sonno, che mosso a gran pietà del mio
grave interno languir, benigno e grato,
la bella imagin del mio Sole amato
mostrato m'hai nel tuo più fondo oblio,
quai degne grazie a te render debb'io
di sì cortese effetto e desïato,
o qual alto trofeo caro e lodato,
onde a te mostri il cor devoto e pio?
Tu dolce e lieto a me, placido Sonno,
venendo, in queste mie luci dolenti
dopo molto tardar, tacito entrasti;
e il bel volto ch'e rai del sol non ponno
mostrarmi, tu, co' suoi soavi accenti,
nelle tenebre tue pur mi mostrasti.