Signor, che 'l vago e picciol Serchio nostro,
dal più gelato al più caldo emispero
onorato rendete e, com'io spero,
fin nel stellato e sempiterno chiostro,
voi, dico, col sì ben purgato inchiostro
e con quel santo vostro viver vero,
lo fate andar così superbo, altero,
carco di miglior merce ch'oro od ostro.
In voi, sol di virtù felice nido,
pose il Ciel largo estrema ogni sua cura
e quant'oggi di ben fra noi s'impara;
onde, s'uguale avessi a l'alto grido
d'Appennin l'acqua quanto il mondo dura,
qual saria più di me famosa e chiara?