Di tal ambrosia e nettare celeste
soavemente io vo cibando l'alma,
che di più degno nudrimento e d'alma
grazia non cura in questa mortal veste.
Voglie sol di virtù simil a queste
non vide il sol, ché la terrestre salma
disdegna il cor dove dal Ciel s'incalma
quel vero ben, ch'a pochi altri s'investe.
Questa i be' passi sopra il Ciel mi scorge,
cosa che raro qui tra noi s'intende,
da cui sol contro a Morte aiuto sorge:
di lei mi pasco ed a lei sola intende
l'alma, che d'altro ben qui non s'accorge
che seguir lei, dovunque ell'alta ascende.