Né più chiar'acqua mai dal santo rivo,
che di tempo e stagion l'ingiurie sprezza,
trasse qual più bel spirto il mondo apprezza
di voi, chiaro mio Sole, ond'ardo e vivo;
né lauro, o mirto, o sempre verde olivo
cinse mai chiome altrui con tal vaghezza,
né con tanto valor, tanta grandezza
crebb'in cor mai, d'ogni vil atto schivo;
né più benigno mai Destino o Fato
ebber altr'ali in poggiar l'alto monte,
dov'altri scorge i nostri bassi inganni;
né potrà il braccio d'ira o sdegno armato
stender Fortuna in voi sì che v'affanni:
ché voglie avete dal mortal disgionte.