Smarrissi il cor, ghiacciossi il sangue quando,
dipinto di pietà, l'almo mio Sole
udii, con dolci ed umili parole
dirmi e con un sospiro: – O mio sostegno,
mesto men vo, ma 'l cor ti lascio in pegno –.
In questo, l'aspro suo dolore accolto
sfogò per gli occhi, e 'mpalidì il bel volto.
Quel ch'io divenni allor, sasselo Amore,
e sallo bene ogni invescato core,
che quasi morta, in voce rotta e frale,
a gran pena formai: – Signor mio, vale! –
E più non potei dire,
ché mi senti' morire.