Mentre di voi con Amor parlo o scrivo,
s'erge l'alma e la mente in tant'altezza,
colm'ambe di ineffabile dolcezza,
che ratta al terzo Ciel beata arrivo;
ivi scorgo nel ver, quantunque a schivo
tener si deve quel che il vulgo apprezza,
che la virtute ornar con la grandezza
m'insegnate pur voi, spirito divo.
Ma poi ch'io torno al mio misero stato,
dove superba l'orgogliosa fronte
Fortuna scopre ne' miei certi danni,
vedo al fin senza voi, mio lume amato,
di Fetonte l'ardir, d'Icaro i vanni
avere, secco lauro in vivo fonte.