Sì com'a Dio l'angelico Intelletto
rivolto contemplar l'eterno lume,
quanto lice al desio d'alzar le piume
gode, né sazia mai l'ardente affetto,
tal io, ne l'alto mio felice obbietto
mirando il chiaro, angelico costume,
godo e gioisco e ognor par mi consume
nuovo desio di più santo diletto;
e, s'a la vista il chiaro sguardo è tolto,
a l'imagine sua più bella e viva
che sta ne l'alma, il pensier tosto è vòlto.
Indi cerca per lei guidarne a riva
del più santo gioir, dal peso sciolto,
l'anima, e farla a Dio più bella e diva.