Odorifero lauro, ove dal Cielo
tanta grazia e virtù rara s'infonde,
che le tue verdi ed onorate fronde
più non ponno temer l'estate o il gelo,
se de' tuoi rami il gran Signor di Delo
s'adorni sempre, e quelle ricche sponde,
dov'hai radici sovra alle chiar'onde,
verdeggin di lor bel nativo stelo,
piega alquanto ver' me l'altera cima,
sì ch'io possa odorar delle tue foglie
e con vaghi pensier volarne in cima.
Ché, se la tua virtute indi m'accoglie,
spero, cantando dolcemente in rima,
mutare in cigno le primiere spoglie.