Vergine, ben ch'io sia di terra e frale,
e Tu sola del Cielo alta Regina,
benigna alquanto le tue luci inchina
e risguarda qual sia, quanto, il mio male.
Già di morte il pungente, orrido strale
ver' me s'avventa, e l'anima meschina
grida, e innanzi a' tuoi piedi umil s'inchina,
che la scampi dal colpo aspro e mortale.
Non voler che 'l Nimico abbia vittoria
di tua serva fedel, contrita, umile,
ma di Te sia 'l trïonfo e tua la gloria.
Cangia ad altro e meglior, mio antico stile,
ed abbi al fin di me salda memoria,
quand'a uscir sia di questo carcer vile.