Già dal bel carro d'or cadde Fetonte,
che mosse audace le bramose piante
nel Ciel, coi bei destrieri alati avante,
ché al gran desio non fur le forze pronte.
Tal chi col senno uman pensa far conte
le stelle ferme e ogni altro lume errante,
solca ampio mar d'error né scorge in quante
onde fallaci il van pensier tramonte.
Ed io, che a rimirar tante ricchezze
incauto corsi, u' in bel nuovo Orïente
spiega sì chiaro Sole i santi ardori,
caggio con lor; ché a sì gran lume avezze
non son mie luci, e già son quasi spente
da i raggi alteri, e giaccio in fra gli orrori.