Io che già tanto, ancorché indegno, dissi
donne belle e gentil, de' pregi vostri
ma con caduchi e mal purgati inchiostri
di mille parti a pena una ne scrissi,
sì come entrai ne gl'infiniti abissi
per celebrar sì glorïosi mostri:
perché non vidi, o Sol de' giorni nostri,
lo splendor vostro, ond'a me oscuro io vissi.
Tutto quel ch'io distesi in voci sciolte
del secol nostro e de l'etade antica,
che degne d'ogni onor ne vide molte,
a voi sola era debita fatica,
e dovean tante e lodi esser raccolte
per lodar voi, sol di virtute amica.