L'incredibil saper, almo Signore,
che vi diede il Motor de l'altre stelle,
come il suo gran splendor Febo tra quelle,
così fra noi dimostra il suo valore.
Onde d'un tal disio m'infiamma il core
e accende in lui così ardenti facelle,
che in mortal mente mai fùr le più belle
per farvi, mentre vivo, al mondo onore.
Ma quanto il mio pensier più alto ascende
e più presso si trova al divin segno,
tanto l'oggetto soggiornando acquista.
Voi, Signor, dunque non prendete a sdegno
se la penna e lo stil più non s'estende,
ché mirando nel sol perdo la vista.