Bramar la morte, aver la vita a sdegno,
giunger sempr'esca al suo foco penace,
e pascersi di quel ch'amaro spiace:
legge è d'un cor di vera doglia pregno.
Ma s'aver può da lei tregua o ritegno
di rubello desir fatto seguace,
e fuor che 'l suo bel sole altro gli piace,
è di tepida fiamma aperto segno.
Così tu la tua fé candida e tersa
macchiasti; e guasto del tuo pregio il fiore,
hai con la mia la sua gloria dispersa.
E mentre cerchi il mal render minore
con lingua, qual sei tu, di frode aspersa,
il tuo fallo raddoppi, e 'l mio disnore.