Skip to content
1536–1602

84

Celio Magno

Bramar la morte, aver la vita a sdegno, giunger sempr'esca al suo foco penace, e pascersi di quel ch'amaro spiace: legge è d'un cor di vera doglia pregno.

Ma s'aver può da lei tregua o ritegno di rubello desir fatto seguace, e fuor che 'l suo bel sole altro gli piace, è di tepida fiamma aperto segno.

Così tu la tua fé candida e tersa macchiasti; e guasto del tuo pregio il fiore, hai con la mia la sua gloria dispersa. E mentre cerchi il mal render minore

con lingua, qual sei tu, di frode aspersa, il tuo fallo raddoppi, e 'l mio disnore.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
84 · Celio Magno · Poetry Cove