Al saettar di duo be' lumi ardenti,
che d'angelo parean dal ciel disceso,
vinto io rimasi; e bench'a morte offeso,
m'eran dolci i sospir, dolci i tormenti.
Ma poi che gli occhi, a più bel segno intenti,
ebber oltre passando il guardo steso
a quel divin ch'entro 'l mortal compreso
è primo ardor de le più nobil menti,
qual sotto vista dilettosa e vaga
di prato ove mal cauto il piè trascorse,
trovai dentro un bel sen brutt'angue ascoso:
che mordendo il mio cor crudo e pietoso
in lui sanò d'amor l'indegna piaga
e con mortal velen vita mi porse.