Ahi, ch'innocenti fur le dolci e pie
note dal mio bel sole in carta espresse;
e nel funesto rogo arse con esse
alto tesor de le speranze mie.
Anzi, tra quelle fiamme ingorde e rie
arser allor le mie viscere istesse;
poiché nel duol de l'aspre piaghe impresse
conforto altro non è che 'l ciel m'invie.
Ma tu, se in te di nobil cura è dramma,
fanne vendetta, Amor; che son tue piume
quelle onde scrive e i cor madonna infiamma.
E troppo offende il tuo possente nume
che sacrilega man con empia fiamma
del più bel foco tuo l'esca consume.