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1536–1602

7

Celio Magno

Dentro al vaso mortal giacendo sotto i gravi colpi a strazio indegno acerbo, dicea 'l forte Anassarco al re superbo, mentr'era il corpo suo percosso e rotto:

— Sia pur in polve il fral trito e ridotto, ché l'alma dal tuo sdegno invitta io serbo; furor contra virtute ha debil nerbo: tu per far onta, io per soffrir prodotto.

Cada pur sovra me l'immenso peso del mondo tutto, e franga i membri e l'ossa, che non sarò dal precipizio offeso. Così libero i' son, serva è tua possa;

e 'l cener tuo, da ricca urna compreso, porterà invidia a la mia nuda fossa. —

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