— Scrivi — mi disse Amor, — ch'al mondo vive
sotto velo mortal celeste dea
che con un guardo sol l'anime bea,
d'ogni altro ben fuor del bel volto schive.
Dì che fiamme ho per lei sì calde e vive
che di ghiaccio eran l'altre ond'io v'ardea;
dì che 'l pensier formar non basta idea
ch'a l'alto segno de' suoi pregi arrive.
E 'l nome puoi tacer: ch'a tanta luce
scerner da l'altre alcun non dubbia od erra;
né per farlo palese il sol si mostra.
Ma goda quanto può la vita vostra
del suo splendor: ché raro il ciel produce
di tal beltà le meraviglie in terra. —