Novo Prometeo i' son, misero e lasso:
ché del bel viso ond'ardo il foco e i rai
con troppo ingorde luci un dì furai,
per darne spirto al cor di vita casso.
Ond'or d'un alto sdegno ad aspro sasso
in catena crudel di pianto e guai
avido rostro in me non sazio mai
provo, e di morte in morte ognor trapasso.
Ma quei peccò, da reo desir condutto;
io per soverchio amar supplicio sento,
di buon seme cogliendo acerbo frutto.
Quegli a cosa furar vietata intento;
io la vista d'un sol, dal ciel produtto
per farne ogni occhio uman lieto e contento.