Ben deggio aver di pianto umido il volto,
privo di te, vago augelletto e raro:
poiché tu fosti a me, vivendo, un caro
alto tesoro in poca piuma involto.
Tu del mio core, al tuo cantar rivolto,
sgombravi ogni pensier torbido, amaro;
e per gradirmi, a te medesmo avaro,
tornavi in tua prigion se neri sciolto.
Or tra l'ombre di Stige orride vai,
picciol, timido spirto, e scampar tenti;
ma l'ali, come già, lasso non hai.
Benché nullo è 'l bisogno e 'n van paventi:
ché per girne securo usar potrai,
di penne invece, i tuoi soavi accenti.